Il Tribunale
L’imponente Palazzo di Giustizia, venne eretto per ordine di sua maestà Ferdinando I di
Borbone di fronte alla chiesa di S. Francesco d’Assisi, costruito con lauto impiego di materiale
sottratto al vetusto Castello svevo-angioino . Già durante la dominazione aragonese (sec. XV)
venne istituita a Lucera, la Regia Udienza di Capitanata e Molise, con giurisdizione civile, penale e
amministrativa sull’intero territorio che andava da Chieti a Bari. Per breve tempo, dal 1447 al
1468, prima del definitivo trasferimento a Foggia, nascente città alla confluenza di grandi tratturi,
Lucera fu anche sede della Dogana della Mena delle Pecore.
La Regia Audientia Provincialis era dotata di un governatore, detto Viceré e successivamente
Preside, il quale assommava in sé i poteri giudiziario, amministrativo e militare. Presso questo
istituto si discutevano in appello le cause civili e penali. Lucera fu pure sede di soggiorno degli Auditores.
Con la soppressione della Regia Udienza, la Corte venne sostituita dal Tribunale di Capitanata, poi venne
integrata con l’istituzione della Gran Corte Criminale (e all’uopo dotata anche di ghigliottina,
oggi conservata al Museo Criminale cui sottentrò la Corte d’Assise e la Corte Speciale .
Un fazioso provvedimento fascista impose il trasferimento del Tribunale a Foggia. Dopo la liberazione
la sede del Tribunale a Lucera venne mantenuta nel nuovo ordinamento giudiziario della Repubblica italiana
e per pochi anni (1944-1947) il Palazzo di Giustizia fu sede di Sezione della Corte d’Appello di
Bari.
Da allora il Palazzo, pur se con alterne e travagliate vicende, è tornato a risplendere del suo
antico prestigio. Lucera fu meta anche di molti magistrati famosi.
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