La chiesa di “San Francesco” il Santo di Lucera
Il Santuario di San Francesco
Sconfitti i Saraceni, Carlo II d’Angiò ottenne da papa Bonifacio VIII la facoltà di
elevare una chiesa in onore di San Francesco d’Assisi - che un’accreditata tradizione vuole
sia passato per Lucera nel 1221 - e fondare un convento di Minori. Il tempio, dalle strutture semplici
e lineari, fu costruito in pochi anni, dal 1301 al 1304, ed affreschi di scuola toscana ne ornarono presto
le pareti. L’architetto fu molto probabilmente Pietro d’Angicourt, lo stesso del Duomo.
Isolata, la chiesa sorgeva nell’angolo più alto della città medievale; secoli ed intemperie danneggiarono
l’edificio finché il Padre Maestro di quel convento, Francesco Antonio Fasani, si impegnò per
apportarvi i necessari restauri.
Un radicale intervento architettonico (1936-1942) riportò l’edificio allo splendore originario, in cui
la facciata a capanna, tipica derivazione del romanico lombardo, un mirabile portale, in basso, un ampio rosone,
sono un invito al godimento artistico del vetusto e nobile prospetto.
L’abside poligonare del santuario, slanciata e luminosa, conserva i primitivi affreschi della
chiesa, tra cui, ospitata in una stupenda ogiva, un’Annunciazione del 1300-1400. La navata è divisa
dall’abside da un meraviglioso arco trionfale (18 m.) in pietra tiburtina recante all’estremità lo
stemma della casata angioina.
Tele di scuola napoletana, sono esposte sulla parete d’ingresso della chiesa. Sotto l’altare
maggiore (1942) un’urna di bronzo, dono votivo della famiglia Sacco (1951), racchiude i resti mortali
di S. Francesco Antonio Fasani, il primo Santo della Capitanata, a tutti noto come il Padre Maestro,
canonizzato il 13 aprile 1986 da Papa Giovanni Paolo II. I due miracoli attribuiti al Santo per la sua
beatificazione, avvenuta il 15 aprile 1951 ad opera di Papa Pio XII, sono raffigurati su due grandi tele
esposte ai lati della parete d’ingresso principale. Sempre nelle vicinanze dell’ingresso
sono conservati diversi indumenti, tra cui un cilizio, un cappello e dei mantelli appartenuti al Padre
Maestro.
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