La Puglia è una terra di profumi e di sapori, di colori, di sfumature e piccoli contrasti, di materiali tipici e tradizioni, di eventi, arte e cultura, di particolari che nell'insieme trovano un equilibrio magico che sembra essere rimasto immobile nel tempo.
Lucera è la terra del possibile, un miraggio di fuga a portata di mano, lo spessore della storia. Un viaggio che segue il profilo del tacco d'Italia, le gradinate dell'Anfiteatro Romano di Lucera, fra fortezze medievali e cattedrali. E poi i mercati di rione, le botteghe di artigiani, le luminarie delle feste e le processioni e un'accoglienza che scalda il cuore.
Situata alla confluenza delle valli molisane e campagne nel Tavoliere delle Puglie, Lucera fu capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise fino al 1806.
La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate età storiche può fregiarsi del titolo di "città d'arte": l'Anfiteatro Romano, la Fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300, la chiesa di S. Francesco (oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno di Archeologia Urbana e l'altro Diocesano.
Con i suoi 338,64 km² è il trentesimo comune italiano per estensione territoriale e il settimo della Puglia.
L’agro, ricco di masserie, è prevalentemente caratterizzato da vigneti, oliveti, vaste distese di grano e campi di ortaggi (prevalentemente pomodori nella stagione calda), e rari frutteti.
Il territorio del comune si estende per Ha. 33.871 e confina con il territorio dei Comuni di San Severo e Torremaggiore a nord, Castelnuovo della Daunia a nord ovest, Pietramontecorvino e Motta Montecorvino a ovest, Volturino e Alberona a sud ovest, Biccari e Troia a sud e Foggia a sud est.
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La Fortezza Svevo - Angioina Sul colle più alto di Lucera, dove sorgeva l’acropoli romana, si estende la Fortezza Svevo-angioina, baluardo verso i monti del Subappennino dauno e osservatorio militare sull’intera distesa del Tavoliere delle Puglie. |
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La Basilica Cattedrale Sconfitti i Saraceni nel 1300, Carlo II d’Angiò fece costruire la Cattedrale, probabilmente sui resti di una moschea saracena. L’abside centrale è ricca di affreschi realizzati a cavallo tra il XVI e XVII secolo: a sinistra di chi osserva vi è La Dormizione della Vergine, a destra L’Assunzione; la volta, divisa in sei costoloni, ospita l’affresco della Incoronazione. Sono inseriti sulla volta del presbiterio anche quattro medaglioni, dipinti per onorare la memoria dei quattro santi vescovi lucerini: Basso, Marco, Pardo e Agostino. In alto, al centro del coro, sulla bifora centrale vi è lo stemma in pietra del Vescovo Fabrizio Suardo (1619-1637). |

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L’Anfiteatro Augusteo Uno dei periodi più fiorenti per la città di Lucera è stato quello romano: colonia di diritto latino nel 314 a.C. con larga autonomia, diritto di conio, propria magistratura; in età augustea, con una seconda deduzione coloniale, la città registra un profondo rinnovamento culturale ed urbanistico, cui segue una monumentalizzazione della città. Distrutto nel 663 d.C. da Costante II, è stato riportato alla luce attraverso una serie di scavi, iniziati nel 1932 e terminati col restauro nel 1948. Un ulteriore intervento di recupero e restauro, realizzato con finanziamenti dell’A.P.Q. Regione Puglia “Beni culturali Sistema delle aree Archeologiche” iniziato nel 2006 e concluso nel 2009, ha consentito una più adeguata valorizzazione del monumento, anche per manifestazioni e rappresentazioni nel settore culturale e dello spettacolo, realizzando nel settore curvo occidentale degli spalti gradonati, per una capienza di circa mille posti a sedere, ed una zona, nell’anello superiore, destinata alle persone diversamente abili. |
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Lucera è la terra del possibile, un miraggio di fuga a portata di mano, lo spessore della storia. Un viaggio che segue il profilo del tacco d'Italia, le gradinate dell'Anfiteatro Romano di Lucera, fra fortezze medievali e cattedrali. E poi i mercati di rione, le botteghe di artigiani, le luminarie delle feste e le processioni e un'accoglienza che scalda il cuore. Situata alla confluenza delle valli molisane e campagne nel Tavoliere delle Puglie, Lucera fu capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise fino al 1806. La sua antica storia si snoda in tutte le sue vie e grazie ai suoi monumenti di svariate età storiche può fregiarsi del titolo di "città d'arte": l'Anfiteatro Romano, la Fortezza Svevo-Angioina, la Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta del 1300, la chiesa di S. Francesco(oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della Cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno diArcheologia Urbana e l'altro Diocesano. Con i suoi 338,64 km² è il trentesimo comune italiano per estensione territoriale e il settimo della Puglia. L’agro, ricco di masserie, è prevalentemente caratterizzato da vigneti, oliveti, vaste distese di grano e campi di ortaggi (prevalentemente pomodori nella stagione calda), e rari frutteti. |

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IL Subappennino Dauno Chi vuole liberarsi dai grandi circuiti intasati dal traffico e inquinati dalla rumorosità, dal caldo afoso della pianura, dalla uniformità e dai ritmi convulsi della città, trova sul Subappennino Dauno l'atmosfera incantata dei suoi paesaggi, la bellezza serena delle sue contrade, la frescura, il verde e il silenzio delle sue valli e dei suoi monti. Vi trova anche gente modesta, discreta, laboriosa, gentile ed ospitale, pronta ad assecondare i richiami alla quiete, al riposo e alla buona cucina. A confine con stirpi diverse, dalla irpina alla lucana, dall'Appula, alla sannitica e alla molisana, la buona gente del Subappennino si offre al turista come parte integrante della sua terra. Il calore e il colore di questa gente sono filtrati da una storia di antiche tradizioni in cui riti, credenze, superstizioni, costume, folclore hanno rappresentato l'impasto di una civiltà fatta di valori essenziali, e in cui gli stessi vernacoli, senza dire delle origini provenzali della lingua di Celle e Faeto o delle origini albanesi della lingua di Casalvecchio, conservano un sapore incontaminato dai tempi. |
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IL Museo Della Città A Lucera si costituì nel 1905 il primo museo civico a nord di Bari, grazie all’impegno dell’Amministrazione Comunale e alla partecipazione di alcune famiglie locali che donarono alla città le proprie collezioni di antichità: le famiglie Cavalli, Prignano, De Troia. Dal 1936 il Museo è ospitato nelle suggestive sale del palazzo settecentesco De Nicastri – Cavalli, nel cuore del centro storico della città. Dedicato a Giuseppe Fiorelli, di origini lucerine, che, come Soprintendente agli scavi di Pompei è stato la personalità più rappresentativa dell’archeologia italiana nel trentennio postunitario, il Museo rappresenta per importanza, ricchezza e varietà degli oggetti custoditi, una delle realtà più significative del Meridione. La visita alla sua preziosa raccolta archeologica consente di fare un viaggio attraverso i secoli nella storia di Lucera, dall’età preistorica fino al Medioevo. Al contempo il visitatore ha l’opportunità di ammirare le sale di un antico palazzo della città (la sala dei ricevimenti, la cucina d’epoca), nonché la collezione di quadri del pittore lucerino Giuseppe Ar. |

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La Chiesa di San Francesco fu fatta costruire, in un periodo di rinascita alla cristianità per Lucera, da Carlo II d’Angiò in onore di San Francesco d’Assisi . |
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IL Teatro “Garibaldi” è situato all’interno del Palazzo Mozzagrugno, sede centrale della Casa Comunale, in Corso Garibaldi. |
Il clima
Il clima di Lucera è fondamentalmente mediterraneo, con lunghe estati calde e caratterizzate da forti escursioni termiche diurne ed inverni miti, anche se per la sua vicinanza ai monti dauni la temperatura scende anche a valori inferiori a 0 °C.
I venti sono abbastanza frequenti e, seppure talvolta piuttosto forti, sono mediamente moderati.
La temperatura media annua si aggira attorno ai 15 °C e le precipitazioni si attestano ad un valore medio di 497 mm/anno. Sono rare, ma non mancano, le precipitazioni nevose.